Ricamo classico

C omprende tutti quei punti, dai semplici ai più complicati, che sono giunti a noi attraverso i vari periodi storici col nome di ricamo in bianco. Partendo dal punto filza ed erba, proseguendo col punto festone, inglese e piatto, menzionandone solo alcuni, fino ad arrivare al punto ombra, raso e pieno, includendo i tanti punti di fondo, si può affermare che il repertorio è ricchissimo.

Sfilature

Col termine sfilature s'intendono tutti quei ricami per i quali si tolgono alcuni fili della trama, mentre quelli dell'ordito - o viceversa - vengono legati a fascetti. La base è costituita dal semplice punto a giorno. E' possibile sviluppare infiniti motivi e a seconda dell'altezza i fascetti possono essere arricchiti di annodature, punto rammendo, punto cordoncino e punto festone.

Punto antico

E'un ricamo a fili contati che si esprime in tutta la sua bellezza alternando armoniosamente vuoti e pieni. I disegni geometrici che si creano possono essere ripetuti più e più volte. Le innumerevoli possibilità di accostamento dei singoli motivi danno modo a chiunque di sperimentare la propria creatività.

Retini di fondo

Questa tecnica richiede l'esecuzione su trama regolare, con o seza estrazione di fili, e appartiene al ricamo a fili contati. I punti sono tanti e svariatissimi: per donare rilievo a fiori, movimento a foglie, per offrire luce e ombre ad un insieme, per far risaltare una cornice o per fungere da fondo, l'utilizzo dei retini di fondo è sempre appropriato e di effetto.

Reticello

Si parla per la prima volta di reticello nei libri del Vecellio (1591). Ebbe una diffusione straordinaria nel Cinquecento in tutte le classi sociali e tutte le regioni d'Italia. In questo lavoro la tela viene sfilata, tagliata e fermata a cordoncino. I fili non tagliati vengono ricoperti a punto rammendo creando così la rete di base. Infine, su questa, l'ago costruisce le sue lievi geometrie.

Ricamo estense

Sono serviti ago e fili colorati, quale mezzo interpretativo alla riscoperta delle forme d'arte dal quattordicesimo al sedicesimo secolo, sotto la casata degli Estensi, per dare vita ad un ricamo che rispetti nei disegni e nei colori principalmente la ceramica graffita ferrarese. I punti base usati sono un insieme tra quelli classici delle varie tecniche, con alcune varianti create per poter meglio imitare il segno del graffito e portare in luce la ricchezza degli ornati.

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Trina ad ago

La trina ad ago è considerata il "fiore" dei lavori femminili. Poche cose, in apparenza, lo animano: ago, filo, punto festone, cordoncino e pippiolini. Richiede però applicazione costante, precisione, pazienza e tempo, molto tempo. Per poter apprezzare, valorizzare e capire le fantasiose ed aeree minuziosità che formano gli insiemi, bisogna entrare nello spirito della trina ad ago, che a detta di tante appassionate trasmette quella calma necessaria per affrontare l'avventuroso percorso. Nella città di Bologna questa tecnica è conosciuta con il nome di Aemilia-ars.